Carissime,
forse in questo giorno di Festa non è piacevole iniziare ricordando certi avvenimenti, ma i fatti di cronaca di questi ultimi giorni che hanno coinvolto donne, ragazze e addirittura adolescenti in fatti atroci ed efferati, ci impongono una riflessione attenta e ci obbligano ad una impegno più stringente per costruire società più giuste, solidali, aperte e sicure per tutti. La Festa della Donna deve diventare un momento importante in cui tentare di annullare la distanza tra la nostra società, che si sforza di essere a misura "umana" e che cerca di rispettare e tutelare realmente le differenze di genere, e il quotidiano a volte così drammatico: le violenze sulle donne, soprattutto intrafamiliari, le discriminazioni sui luoghi di lavoro, l'emarginazione e le fragilità delle donne migranti, le nuove schiavitù legate alla tratta e alla prostituzione.
"Festa della Donna" significa, quindi, non tanto rivolgere un generico augurio alle donne, o all'idea astratta del "femminile", quanto piuttosto interrogarsi sugli assetti delle nostre società e culture in relazione al ruolo della donna nella vita lavorativa, sociale e politica, nella famiglia, nelle relazioni interpersonali. Non a caso le Pari Opportunità sono un ambito nel quale la Provincia si è molto impegnata e con esperienze di valore: ricordo le iniziative per la diffusione delle pratiche di conciliazione vita-lavoro e per la promozione degli organismi di parità. Ma anche le azioni contro il fenomeno della violenza sulle donne hanno rappresentato in questi anni un nuovo fronte di intervento, di studio e contrasto ad un fenomeno che continua, come intollerabile residuo primitivo di cui dobbiamo liberarci.
Per questo motivo voglio ringraziare, in questo augurio per l'8 marzo 2009, tutte quelle donne che si sono impegnate in questi anni nella difesa della "donna", costituendo uno stimolo per le istituzioni, per la politica e per i singoli a far crescere il proprio grado di consapevolezza sui diritti delle donne e sulle pari opportunità. Ci impegneremo in tutte le azioni a favore delle ragioni delle donne, perché le "ragioni delle donne" sono anche le ragioni della Vita, quindi di tutti noi.
Con affetto e cordialità
Andrea Pieroni