63° Anniversario della Repubblica Italiana
2 giugno 2009 0.26
Oggi, festa della Repubblica, è festa di partecipazione e libertà. Il 2 giugno del 1946, dopo venti anni di fascismo e cinque anni di una guerra dura e lacerante, gli italiani scelsero la Repubblica quale baluardo e spartiacque tra un passato tragico e doloroso e la speranza di un futuro nuovo, inedito, ricco di pace, libertà ed unità. Un nuovo inizio fortemente voluto e conquistato a caro prezzo attraverso la Resistenza e la lotta di liberazione dal nazifascismo.
Una ricorrenza, quella di oggi, che racchiude significati molteplici e tutti importanti. Infatti, il 2 giugno del ‘46, oltre al Referendum istituzionale che sancì la vittoria della Repubblica, venne eletta l’Assemblea Costituente, prima vera esperienza di voto a suffragio universale in quanto, per la prima volta nella storia del nostro paese, anche le donne parteciparono ad una consultazione di natura politica e generale partecipando con entusiasmo e in gran numero.
Le indagini ed i sondaggi ci dicono che una fetta di italiani ignora il significato di questa data importante: il 2 giugno. E’ stata, dunque, una decisione saggia ed opportuna quella compiuta dal legislatore nel novembre 2000, con la quale venne ripristinata questa grande e fondamentale festività civile.
Il Presidente Ciampi sottolineò questo evento parlando del 2 giugno come momento "fondamentale della nostra memoria storica, come ricorrenza che ricorda il coraggio di tutti coloro che, in armi, difesero la Patria fino ad immolarsi e diedero un determinante contributo per far nascere un’Italia libera e democratica".
Compito e preoccupazione delle istituzioni è proprio quello di saldare ricorrenza e conoscenza, memoria e consapevolezza, agendo soprattutto verso i giovani, le nuove generazioni, coinvolgendo in profondità il mondo della scuola. Le ricorrenze e le celebrazioni rischiano di rimanere una data in rosso sul calendario se non ricordano a tutti i valori fondanti della nostra convivenza.
Il 2 giugno è un’occasione privilegiata per ritrovarsi uniti attorno ai simboli nazionali, ai valori unificanti, la cui salvaguardia e la cui tutela è affidata in primo luogo alle Forze Armate ed a tutti i Corpi di polizia che operano per la sicurezza delle persone, delle nostre comunità, dei nostri territori. Territori che sempre di più sono regioni di una patria ancora più grande: l’Europa..
Alle forze armate ed alle forze dell’ordine va il nostro più sentito ringraziamento, insieme al ricordo commosso e riconoscente per tutti i loro caduti. Ai caduti in Italia per la difesa dell’incolumità pubblica ed ai caduti nel corso delle varie missioni di pace all’estero.
Ma il 2 giugno è anche il momento per rinnovare l’impegno - l’impegno di un paese intero, di un popolo intero, di tutti noi – in favore della piena e completa attuazione dei principi di libertà, democrazia, dignità, uguaglianza, giustizia e solidarietà che sono scritti nella nostra magnifica Carta Costituzionale, di cui, l’anno scorso abbiamo ricordato il 60° della sua entrata in vigore. Una Carta scritta col sangue della lotta partigiana e della resistenza al nazifascismo culminata nella Liberazione e nel 25 aprile. Un data che va ad essere, come disse il Presidente Napolitano, "una straordinaria prova di riscatto civile e patriottico del popolo italiano e per cui non può appartenere ad una sola parte della nazione".
Una Carta che non è nata nelle facoltà giuridiche delle Università, ma da quella che è stata definita "l’'università del carcere, del confino, della paura, delle persecuzioni: e proprio nella comune esperienza del sopruso e della privazione della libertà personale, si è cementata l’intesa tra operai e intellettuali, tra contadini e borghesi, tra laici e cattolici, tra liberali e socialisti. Una Carta da preservare nel suo “cuore” e nella sua “anima”, pena il venir meno delle fondamenta sociali, culturali, giuridiche e politiche sulle quali si regge la nostra democrazia.
Su queste basi, credo che il 2 giugno – festa di tutti gli italiani - sia l’occasione giusta per promuovere e rafforzare il senso di unità, di coesione e di responsabilità intorno ad obiettivi comuni e condivisi; una necessità più che una scelta per affrontare una congiuntura economica particolarmente difficile e vicende straordinarie come quelle legate all’emergenza terremoto.
Ai ragazzi ed ai giovani vorrei dire che le libertà e la pace di cui oggi godiamo con abbondanza non sono arrivate gratis, ma sono il frutto di lotte e di sofferenze di cui dobbiamo essere intanto consapevoli e poi riconoscenti a chi ha messo a repentaglio la propria vita per un’idea alta di libertà e giustizia per tutti.
Per questo, far conoscere la nostra storia costituzionale e rendere presente il patrimonio ideale sono impegni da rinnovare costantemente. Sono certo che non mancherà l’impegno di tutti, nella fedeltà ai principi costituzionali e nella lealtà del confronto, in favore dei valori civili e per il bene della Repubblica, una ed indivisibile!
VIVA L’ITALIA VIVA LA REPUBBLICA!