Il mio intervento al 1°meeting sulle politiche giovanili
8 aprile 2009 9.23
Innanzitutto grazie di essere qui e di essere in tanti! I nostri uffici hanno registrato ben 350 iscrizioni al meeting di stamani con una grande partecipazione di intere classi di scuole medie superiori. Secondo l’ultimo rapporto sociale del Censis la Toscana, rispetto a 250 regioni europee prese in considerazione, si colloca alla 239° posizione con il 12% di giovani da 0 a 14 anni rispetto alla popolazione. Se confrontiamo questo dato con quello degli over 65, che è il 23%, ne emerge una regione alle prese con problemi di invecchiamento. Tuttavia la Toscana investe tanto sulle politiche giovanili, per sviluppare in questa fetta importante della popolazione la consapevolezza di poter partecipare attivamente alla vita sociale e civile. Infatti le nuove linee guida della Regione Toscana 2009 e il Patto sulle politiche Giovanili siglato nel dicembre 2008 dai 39 comuni della nostra provincia, ha avviato un processo che può essere considerato come di sviluppo, di miglioramento, di revisione.
La Regione Toscana ha riproposto anche per il 2009 il bando regionale sui progetti per i giovani, canalizzando verso di essi non solo le risorse ministeriali ma investendo anche direttamente risorse per € 1.820.000,00 annui. Il percorso avviato ha coinvolte le Istituzioni ma soprattutto l’associazionismo giovanile secondo elementi peculiari che sono fondamentali e dai quali non si può prescindere:
- sviluppo di azioni giovanili come processo di responsabilizzazione nei confronti della propria comunità di riferimento;
- diminuzione delle distanze fra azioni giovanili e contesto;
- dialogo tra giovani e comunità in un processo bi-direzionale di reciproca comprensione e collaborazione;
- costruzione del senso della comunità come valore da comprendere e sviluppare "dal basso"
- avvio di un processo riconoscibile di coesione e sinergia fra organizzazioni giovanili o che si occupano di giovani.
Tutto ciò si ispira ad un’idea dei giovani come soggetti facenti parte di una comunità che da una parte contribuisce a creare il loro modo di essere e di porsi, dall’altra vede svilupparsi la propria identità anche attraverso l’apporto dato da come i giovani vivono e operano. Il protagonismo dei giovani, oltre che per i paesi dove vivono, è importante anche per loro stessi, dato che comporta la possibilità concreta di essere riconosciuti e di essere inseriti da subito nel processo di costruzione della società nella quale vivono.
In questa logica la nostra politica e strategia provinciale per i giovani si è mossa, in questi anni, su alcuni punti precisi:
- rinforzare la "contaminazione" giovani-comunità. Ovvero provare a sviluppare senso comune vero e trasversale alla politica giovanile. Non si tratta di sviluppare azioni di crescita dei giovani perché loro stiano bene fra loro, si tratta invece di sviluppare politiche che valorizzino la crescita del giovane come protagonista della propria realtà.
- Una esperienza giovanile abbinata ad un senso di cittadinanza responsabile è visto come una assoluta necessità. La settorialità negli interventi sociali non sempre consente processi positivi e si corre il rischio di non essere connessi con lo sviluppo dell'intera Comunità.
- Impostare azioni sistemiche con i giovani e per i giovani in un'ottica organica, nella quale il concetto di "Sviluppo del senso di Comunità" sia il contenitore complessivo e lo scenario di riferimento all'interno del quale collocare le azioni specifiche e le sollecitazioni metodologiche proposte.
- Rispettare il "punto di partenza" di ciascun giovane rispetto all'accesso alle risorse e alla vita del territorio dove vive, per avviare o rafforzare proposte inclusive che permettano la partecipazione dei giovani che si trovano in condizioni diverse: ovvero adeguare le proposte alle esigenze di chi ha meno occasioni di partecipazione e si trova in condizioni di deficit sociale ed economico e culturale; e delineare una serie di occasioni di "emancipazione" giovanile attraverso l'incontro con altri giovani e altre esperienze.
- Sviluppare naturalmente nei giovane non solo la definitiva partecipazione alla comunità ma la volontà a farne parte come cittadino attivo e consapevole.
- Sviluppare una dimensione dove è chiaro e condiviso il significato di "pubblico", come “spazio di tutti”, dove i patti di convivenza delineano la cornice di riferimento. Il "pubblico" così disegnato e vissuto diventa elemento attivante di responsabilità da parte di coloro che lo promuovono o direttamente o in virtù della loro interazione con esso.
Seguendo queste nostre linee operative, oggi siamo arrivati al I° Meeting su e per i giovani, fortemente voluto dalla nostra amministrazione che crede nel principio per cui le iniziative non debbono venire dall’alto, ma devono essere chieste e volute proprio dai giovani.
Siamo qui oggi proprio per ascoltarvi perché “Si lavora insieme per lavorare meglio”. Buon Lavoro